E tu da che parte stai?

Pensiamo di essere uno e invece siamo diverse parti. Uno, nessuno, centomila scriveva Pirandello. Quante persone ci vivono dentro?

Ciascuno di noi può sperimentare nella propria giornata più emozioni, spesso profondamente diverse tra loro, quali per esempio rabbia o tristezza o essere felice. Ciò in quanto, dentro di noi esistono diverse parti, che si manifestano in modo differente a seconda dello stato mentale del momento, sembrando addirittura un’altra persona.

Ad esempio, poiché le informazioni derivanti dal corpo sono prioritarie nel determinarne la condizione generale, quando la persona è stanca o malata lo stato mentale prevalente è essere scontroso o triste e ciò occupa totalmente la nostra consapevolezza, impedendo ad altre parti di emergere.

Le diverse parti che sono dentro la persona si attivano e aiutano a risolvere i problemi che si presentano nella vita. La difficoltà maggiore consiste nell’attivare le parti appropriate al momento del bisogno; e così a volte prevalgono le parti spaventate o arrabbiate, quando invece sarebbero utili le parti più tranquille e razionali.

Per esempio quando una mamma torna a casa da lavoro, spesso stanca o irritata, può non ascoltare la richiesta di un figlio (un abbraccio, o un ascolto), perché non riesce ad far emergere la parte più adatta a quella situazione.

Nella terapia, possiamo chiamare “Sé” il nucleo fondamentale di noi stessi. Quando una persona è nel Sé si trova in uno stato di piena calma e consapevolezza, e  riesce  a osservare le altre parti con equilibrio senza  esserne sopraffatto e attivare  la parte di cui c’è bisogno in quel momento specifico, per trovarne la soluzione.

Una parte arrabbiata può, grazie al dialogo terapeutico, trasformarsi in una parte forte e protettiva, così come una parte ansiosa e preoccupata può diventare prudente e capace di prevedere rischi e pericoli.

Le parti si sviluppano progressivamente nella crescita dell’individuo, in relazione alle esperienze di vita, e tutte con il fine di aiutare a rispondere positivamente alle diverse esigenze che via via si presentano (fisiche, psicologiche, sociali), e ciò anche se talvolta il comportamento di una parte sembra essere negativo.

Per esempio esiste la parte che garantisce la sopravvivenza (preoccupandosi di procurare il cibo), quella accudimento (soprattutto verso i figli), quelle professionali (impegnate nel lavoro), quella della paura (che mette in guardia la persona dai pericoli che si possono incontrare), e così via.

In conclusione, anche quando una o più parti non equilibrate prendono il sopravvento sulla consapevolezza, non dobbiamo pensare che la persona abbia necessariamente un problema psicologico grave, poiché è risolvibile con un adeguato trattamento.

Pertanto si può dire che lo scopo principale della psicoterapia è far sì che le diverse parti della persona interagiscano e siano in equilibrio e armonia  tra di loro, poiché sono guidate dal Sé e rispettate per il proprio contributo.